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L’uso di aeromobili immatricolati extra-UE da parte di residenti in Italia: aspetti legali, fiscali e doganali

Apr 7, 2025 Tax and Planes

Introduzione
Nel contesto dell’aviazione generale europea, l’utilizzo di aeromobili immatricolati al di fuori dell’Unione Europea (come quelli con marche svizzere per restare vicino a noi ) solleva numerose problematiche di natura fiscale, doganale e operativa, soprattutto quando tali velivoli sono pilotati o utilizzati da soggetti fiscalmente residenti nell’UE.

Regole doganali per beni extra-UE
L’Unione Europea considera gli aeromobili immatricolati in paesi terzi (non UE) come “beni esteri”. Quando questi aeromobili entrano nel territorio doganale dell’UE, sono soggetti al pagamento di dazi doganali (se applicabili) e all’IVA sull’importazione, salvo che beneficino di specifiche esenzioni.

Secondo il Codice Doganale dell’Unione (Reg. UE 952/2013), l’unica deroga significativa a questo obbligo è l’ammissione temporanea. Tuttavia, l’art. 212 e seguenti del regolamento prevedono che tale regime si applichi solo se il bene è introdotto da un soggetto stabilito fuori dall’UE e utilizzato da persona anch’essa non residente.

Quindi, un residente fiscale italiano non può utilizzare un aereo immatricolato extra-UE in ammissione temporanea (AT) ,proprio in quanto in questo caso l’ ingresso nel territorio doganale NON configura una AT .
Se l’aereo è noleggiato (affittato) da un soggetto residente in Italia, il solo fatto che sia in leasing o affitto non elimina l’obbligo doganale. Anche in caso di contratto di locazione, se il velivolo viene introdotto e usato nel territorio dell’UE da un soggetto residente, si presume che debba essere importato, a meno che:
il locatore sia effettivamente stabilito fuori dall’UE;
il leasing sia operativo e reale;
e sia possibile dimostrare l’uso limitato nel tempo, non continuativo, e senza disponibilità esclusiva.

In pratica, il noleggio non esclude il rischio di sequestro se non accompagnato da un’effettiva struttura commerciale e da una tracciabilità conforme alle regole doganali. Le autorità valuteranno in particolare chi ha la disponibilità effettiva del mezzo e chi ne trae l’utilità economica.
Conseguenze legali dell’uso irregolare
L’uso di un aeromobile extra-UE da parte di un residente italiano senza importazione regolare è considerato una violazione doganale.
Ai sensi del DPR 43/1973 (Testo Unico delle Leggi Doganali – TULD), può configurarsi il reato di contrabbando doganale (art. 292), con conseguente:
sequestro del velivolo;
applicazione di sanzioni amministrative o penali;
obbligo di versamento dell’IVA dovuta e dei relativi interessi.

Casi pratici e giurisprudenza
L’Operazione “Icaro” del 2021 ha visto il sequestro di 17 velivoli ( con marche americane), ritenuti introdotti nel territorio nazionale senza pagamento dell’IVA. Tuttavia, è importante segnalare l’assurdità di alcuni sequestri avvenuti nonostante l’IVA fosse stata regolarmente versata, sulla base della contestazione che l’aeromobile fosse rimasto in Italia per un periodo superiore a sei mesi, come se si fosse trattato di un caso di ammissione temporanea – istituto che, come visto, non è applicabile ai residenti UE. Inoltre, in molti casi i velivoli erano intestati a trust statunitensi, struttura obbligatoria secondo la normativa FAA per l’immatricolazione negli Stati Uniti, e non necessariamente indice di elusione fiscale ( taanto piu’ se la disponibilita’ degli aereomobili era stata indicata nel quadro RW della dichiarazione dei redditi) .
Conclusione
L’utilizzo di aeromobili extra-UE da parte di residenti italiani (o UE) è soggetto a regole stringenti. Il rispetto delle normative doganali e fiscali è fondamentale per evitare sequestri, sanzioni e accertamenti. La consulenza preventiva è essenziale per operare in modo legittimo e sicuro nel contesto dell’aviazione generale europea.